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| | (1522) La spedizione dell’Ariosto | Scrisse questi endecasillabi il buon Ludovico in un giorno di bruma. Era appena rientrato nell’adorata Ferrara, la nobile cittade che Alfonso allora innalzava agli onori della storia. Giungeva tutto trafelato da un lungo viaggio del quale voleva...
| |  | | | (1589) L’interminabile giorno di caccia | Si stava alzando la nebbia. Era un miracolo: nessuno più se lo aspettava. I rampolli dei Malvezzi Campeggi l’avevano già data per persa quella giornata: “è nata male...” si ripetevano l’un l’altro, “...quest’oggi non vedremo il becco di un’anatra”.
| |  | | | (1641) Il groviglio di bisce | C’la mulinela lé masneva e masneva da piò ‘d zent’ann e la gente oramai, a forza di dire frasi tipo Andèn là ’d cò, sve ’a la mulinela usava quel nome “la mulinela” anche per riferirsi alla borgata circostante. Ormai lo si usava appunto come un...
| |  | | | (1698) Il furto dei cavalli | La notte di Natale del 1698 al Palaz dal Bessi successe un fatto straordinario: i quattordici cavalli della stalla furono rubati da un gruppo organizzato di briganti. Fu una rapina in piena regola: il cielo era senza luna e la gente era tutta alla...
| |  | | | (1739) Il falsario Busciene | Al Palaz dal bessi abitò per un certo tempo Augusto Marescalchi, un tipo poco raccomandabile fuggito da Mantova, il quale per professione faceva l’incantatore di riccastri: era, per farla breve, un comune falsario. Di solito cercava di farsi vedere..
| |  | | | (1788) L’amore in chiesa | Si celebrava la Messa della Vigilia e alla pieve di San Martino la famiglia Zappaterra occupava, come al solito, l’ultimo banco di destra. C’era il padre, al centro, con i due figli maschi; sulle ali stavano le donne: la madre e le quattro figlie.
| |  | | | (1833) L’orologiaio | Di quei tempi a Molinela si stava creando l’abitudine di apparecchiare in fondo al Canalazzo un mercatino di vecchie chincaglie, soprattutto sotto Natale. Un’usanza che, con modi sempre diversi, si è protratta fino ai nostri giorni.
Passato il...
| |  | | | (1879) Il bordello | Forse non tutti sanno che in alcune stanze del Palazzo delle Biscie tra il 1870 e il 1879 fu allestito un bordello. A gestire l’affare era un certo Camillo Allevi, un affarista budriese cacciato tacitamente dal suo paese natio per aver truffato...
| |  | | | (1901) I tortellini dei quattro poeti | Per le festività natalizie di quell’anno, Giuseppina Sarti e Ida Gini, rispettivamente madre e moglie del noto poeta Severino Ferrari, prepararono cento uova di tortellini. L’ordine era venuto dallo stesso Severino che, ormai malaticcio, desiderava..
| |  | | | (1936) Le scritte fasciste | Qualche anno prima che i carrarmati di Hitler invadessero la Polonia, l’Italia viveva un periodo di traballante prosperità. Dipendeva molto dalle zone e dalle famiglie, certo, ma, in linea di massima, pochi ancora morivano di fame. Almeno nella ...
| |  | | | (1947) La battaglia della Riccardina | Il capitano aveva già chiare le sorti dello scontro: lo stratega no, non confonde la ritirata con la vittoria, e non la vittoria con la disfatta; però quest’ultima, a volte, è tanto promiscua alla gloria da confonderci tutti e…
| |  | | | (2007) Le buche di Olga | L’attuale proprietario, Sergio Frascari, ha messo due grosse cagne a far da guardia al Palazzo delle Biscie: si chiamano Mila e Olga, e sono due sorelle. Mila è la più magra, Olga la più grassa. Queste cagnone hanno la brutta abitudine di scavare...
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